La febbre è una risposta frequente alle infezioni e il numero sul termometro, da solo, non dice quanto sia grave la situazione. Contano età, comportamento, respiro, idratazione e altri sintomi. L’obiettivo dell’antipiretico non è riportare a ogni costo la temperatura a 36,5 °C, ma migliorare il malessere del bambino quando il farmaco è appropriato.

Misurare in modo ripetibile

Usa un termometro digitale e segui le istruzioni. Nei bambini piccoli la misurazione ascellare è una scelta pratica: appoggia correttamente la punta sulla pelle asciutta e tieni il braccio aderente al corpo. Subito dopo bagno, attività intensa o molte coperte, attendi qualche minuto prima di ripetere.

In genere si parla di febbre da 38 °C, ma non inseguire controlli continui. Annota orario, valore, sede di misurazione e farmaco eventualmente somministrato. Toccare fronte o guance può far sospettare la febbre, non misurarla.

Se confronti misurazioni successive, usa possibilmente lo stesso termometro e la stessa sede per evitare differenze difficili da interpretare.

Guardare il bambino, non soltanto il display

Offri spesso liquidi; nei lattanti continua l’allattamento. Controlla che urini, che sia svegliabile e che respiri senza fatica. Non serve forzare il cibo. Vestilo in modo confortevole senza coprirlo troppo, ma evita spugnature fredde, ghiaccio o frizioni con alcol: provocano disagio e possono essere pericolosi.

Antipiretici: pochi passaggi, molta attenzione

Paracetamolo o ibuprofene possono essere usati quando il bambino è sofferente o molto infastidito, se adatti alla sua età e condizione. La dose pediatrica dipende soprattutto dal peso e dalla concentrazione del prodotto: due sciroppi con nomi simili possono avere concentrazioni diverse.

  • usa la siringa orale o il misurino fornito, non un cucchiaio da cucina;
  • leggi principio attivo, concentrazione, dose e intervallo indicati;
  • registra ogni somministrazione per evitare doppie dosi tra caregiver;
  • non associare o alternare automaticamente paracetamolo e ibuprofene, salvo indicazione sanitaria;
  • non dare aspirina sotto i 16 anni.

L’ibuprofene non è adatto in alcune situazioni, tra cui disidratazione e varicella, e richiede cautela in caso di asma, malattie renali o gastriche. Per età molto basse valgono limitazioni specifiche. Se hai dubbi, non improvvisare una dose: chiama pediatra, continuità assistenziale o farmacista.

Antibiotici avanzati da una precedente infezione non curano automaticamente la causa della febbre e non vanno iniziati senza prescrizione.

Quando chiedere una valutazione rapida

Contatta subito un medico se il bambino ha meno di 3 mesi e temperatura di 38 °C o più; tra 3 e 6 mesi una temperatura di 39 °C o più richiede una valutazione tempestiva. Chiedi consiglio anche se la febbre dura cinque giorni, il bambino beve o urina poco, peggiora, ha dolore importante, un’eruzione cutanea o non torna vigile quando la temperatura scende.

Chiama il 112 in presenza di difficoltà respiratoria, colorito bluastro o molto pallido, rigidità del collo, rash che non scompare alla pressione, forte sonnolenza con difficoltà a svegliarlo, confusione, prima convulsione o mancata risposta abituale. Durante una convulsione proteggi il bambino dagli urti, non mettere nulla in bocca e segui le istruzioni dell’operatore.

Questo testo non sostituisce il pediatra: età, peso, malattie e terapie determinano quale prodotto sia utilizzabile.

Fonti e approfondimenti

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