Ibuprofene, naprossene, diclofenac e altri farmaci antinfiammatori non steroidei, detti FANS, possono essere utili per dolore, febbre e infiammazione. Il fatto che alcuni siano acquistabili senza ricetta non significa però che siano adatti a tutti o innocui se ripetuti per giorni.

Perché possono coinvolgere i reni

I reni filtrano il sangue e regolano liquidi e sali. In alcune condizioni mantengono la propria perfusione grazie anche a sostanze chiamate prostaglandine. I FANS ne riducono la produzione: quando la persona è disidratata, ha pressione bassa o una funzione renale già fragile, il flusso ai reni può diminuire e comparire un danno acuto.

Il rischio non dipende solo dalla singola compressa. Aumenta con dosi elevate, uso prolungato, associazione di più antinfiammatori e presenza di altre terapie o malattie.

Una funzione renale ridotta può non dare sintomi nelle fasi iniziali: sentirsi bene non esclude una condizione di rischio.

Chi deve fare una verifica prima

Chiedi consiglio a medico o farmacista prima di assumere un FANS se hai:

  • malattia renale, un solo rene o precedenti alterazioni della creatinina;
  • diabete, ipertensione, scompenso cardiaco o malattia cardiovascolare;
  • ulcera, sanguinamenti, asma sensibile ai FANS o terapia anticoagulante;
  • età avanzata, gravidanza o allattamento;
  • vomito, diarrea, febbre con scarsa assunzione di liquidi o forte sudorazione.

Particolare attenzione serve quando si associano un FANS, un diuretico e alcuni farmaci per la pressione come ACE-inibitori o sartani. Questa combinazione può mettere in difficoltà i reni soprattutto durante disidratazione o malattia acuta. Non sospendere però da solo i medicinali prescritti: serve un piano concordato su cosa fare nei giorni di malessere.

Gli errori più comuni

Controlla il principio attivo, non soltanto il nome commerciale. Prodotti diversi per mal di testa, influenza o dolori articolari possono contenere lo stesso FANS; prenderli insieme non migliora necessariamente il sollievo e aumenta i rischi.

Non usare la terapia di un familiare, non prolungare il trattamento perché “il dolore torna” e non considerare automaticamente più sicuri gel o cerotti: l’assorbimento è minore rispetto alle compresse, ma esistono comunque controindicazioni e limiti d’uso.

Assumere il farmaco a stomaco pieno può ridurre alcuni disturbi gastrici, ma non elimina il rischio renale, cardiovascolare o di sanguinamento. Bere più acqua non neutralizza un’associazione pericolosa.

Un modo più sicuro per affrontare il dolore

Prima di scegliere un prodotto, chiarisci causa, durata e intensità del dolore. Porta l’elenco di tutte le terapie, inclusi integratori. Il professionista può valutare se un FANS è indicato, per quanto tempo e se servono alternative o controlli.

Se il dolore richiede antinfiammatori ripetutamente, va approfondito invece di essere coperto indefinitamente. Nella stagione calda di Racale, lavoro all’aperto, gastroenterite e scarsa idratazione rendono ancora più importante questa cautela.

Segnali da non ignorare

Interrompi il fai-da-te e chiedi assistenza se compaiono riduzione marcata dell’urina, gonfiore a gambe o mani, sangue nelle urine, affanno, dolore gastrico intenso, feci nere o vomito con sangue. Chiama il 112 per difficoltà respiratoria, gonfiore di volto o gola, svenimento, dolore toracico o sanguinamento importante.

Il medicinale più adatto dipende dalla persona e dalla causa del dolore: “senza ricetta” non significa “senza valutazione”.

Fonti e approfondimenti

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