Sì, l’ibuprofene può danneggiare i reni in alcune condizioni, ma una singola assunzione non provoca automaticamente un danno in ogni persona. Il rischio dipende da dose, durata, idratazione, funzione renale, età, malattie presenti e altri medicinali assunti.

Brufen è uno dei medicinali a base di ibuprofene. L’ibuprofene appartiene ai farmaci antinfiammatori non steroidei, detti FANS, insieme a principi attivi come naprossene, diclofenac e ketoprofene. Il nome sulla confezione può cambiare: per riconoscere davvero il farmaco bisogna controllare il principio attivo.

L’ibuprofene fa male ai reni?

Può farlo soprattutto quando i reni sono già fragili o ricevono meno sangue del normale. I FANS riducono la produzione di prostaglandine, sostanze che in alcune situazioni aiutano a mantenere il flusso di sangue ai reni. Se la persona è disidratata, ha pressione bassa o una funzione renale ridotta, questo effetto può favorire un danno renale acuto.

Il rischio tende ad aumentare con dosi elevate, uso prolungato, associazione di più FANS e presenza di altre terapie o malattie. Una funzione renale ridotta, però, può non dare sintomi nelle fasi iniziali: sentirsi bene non basta per escludere una condizione di rischio.

Assumere l’ibuprofene a stomaco pieno può ridurre alcuni disturbi gastrici, ma non protegge i reni e non elimina il rischio cardiovascolare o di sanguinamento. Anche bere più acqua non neutralizza una combinazione di farmaci potenzialmente pericolosa.

Ibuprofene, Brufen e FANS: qual è la differenza?

Ibuprofene è il principio attivo; Brufen è uno dei nomi commerciali con cui viene venduto. Entrambi rientrano quindi nello stesso problema quando si parla di reni. “FANS” è invece il nome dell’intera famiglia di antinfiammatori, che comprende anche altri principi attivi.

Prodotti diversi per mal di testa, febbre, influenza, dolori articolari o mestruali possono contenere lo stesso FANS. Prenderli insieme può duplicare la dose senza accorgersene. Non associare ibuprofene, Brufen o un altro antinfiammatorio solo perché hanno nomi o forme farmaceutiche differenti.

Chi rischia di più

Chiedi consiglio a medico o farmacista prima di assumere ibuprofene o un altro FANS se hai:

  • malattia renale, un solo rene o precedenti alterazioni della creatinina;
  • diabete, ipertensione, scompenso cardiaco o malattia cardiovascolare;
  • ulcera, sanguinamenti, asma sensibile ai FANS o terapia anticoagulante;
  • età avanzata, gravidanza o allattamento;
  • vomito, diarrea, febbre con scarsa assunzione di liquidi o forte sudorazione.

Particolare attenzione serve quando si associano un FANS, un diuretico e alcuni farmaci per la pressione come ACE-inibitori o sartani. Questa combinazione può mettere in difficoltà i reni soprattutto durante disidratazione o malattia acuta. Non sospendere però da solo i medicinali prescritti: medico o farmacista devono valutare il quadro completo e concordare cosa fare nei giorni di malessere.

Se ho insufficienza renale posso prendere ibuprofene?

Non è una scelta da fare autonomamente. In chi ha malattia renale cronica o insufficienza renale, i FANS possono ridurre ulteriormente la filtrazione e favorire ritenzione di liquidi, aumento della pressione o danno acuto. La decisione dipende dalla funzione renale, dalla causa del dolore, dalle altre terapie e dalla durata prevista.

Non sostituire da solo l’ibuprofene con un altro antidolorifico: anche le alternative hanno dosi massime, controindicazioni e interazioni. Se il dolore richiede farmaci ripetutamente, va chiarita la causa invece di coprirlo per giorni.

Gel e cerotti antinfiammatori fanno male ai reni?

Gel e cerotti medicati contenenti un FANS producono in genere un’esposizione dell’organismo inferiore rispetto a compresse o bustine; per questo il rischio renale è solitamente più basso, ma non è zero. Dipende dal principio attivo, dalla quantità applicata, dall’area trattata, dalla durata e dalle condizioni della persona.

Non sommare un gel o un cerotto antinfiammatorio a un FANS per bocca senza aver controllato i principi attivi. Chi ha insufficienza renale, assume molte terapie o deve trattare aree estese per più giorni dovrebbe chiedere consiglio prima dell’uso e rispettare scrupolosamente il foglio illustrativo.

Come ridurre gli errori più comuni

  • Controlla il principio attivo, non soltanto la marca.
  • Non associare due FANS e non usare la terapia di un familiare.
  • Rispetta dose, intervallo e durata indicati; non prolungare il trattamento perché “il dolore torna”.
  • Prima di scegliere un prodotto, chiarisci causa, durata e intensità del dolore.
  • Porta in farmacia l’elenco completo di farmaci e integratori, comprese compresse, bustine, gel e cerotti.

Nella stagione calda di Racale, lavoro all’aperto, gastroenterite e scarsa idratazione rendono questa cautela ancora più importante. Per le persone fragili è utile preparare anche un piano sicuro per caldo e terapie croniche senza modificare autonomamente i farmaci prescritti.

Segnali da non ignorare

Interrompi il fai-da-te e chiedi assistenza se compaiono riduzione marcata dell’urina, gonfiore a gambe o mani, sangue nelle urine, affanno, dolore gastrico intenso, feci nere o vomito con sangue. Questi segnali non permettono di capire da soli quale sia la causa, ma richiedono una valutazione.

Chiama il 112 per difficoltà respiratoria, gonfiore di volto o gola, svenimento, dolore toracico o sanguinamento importante.

Il medicinale più adatto dipende dalla persona e dalla causa del dolore: “senza ricetta” non significa “senza valutazione”.

Fonti e approfondimenti

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