Russare è comune e non significa automaticamente avere una malattia. Diventa però un segnale da approfondire quando il rumore è abituale e si accompagna a pause del respiro, risvegli con senso di soffocamento o forte sonnolenza durante il giorno. In questi casi si può sospettare un’apnea ostruttiva del sonno.

Cosa accade durante un’apnea

Nel sonno i tessuti delle vie aeree superiori possono restringersi fino a ridurre o interrompere temporaneamente il passaggio dell’aria. Il cervello provoca brevi risvegli per riprendere a respirare; spesso la persona non li ricorda, ma il sonno diventa frammentato e meno ristoratore.

Il partner può notare silenzi seguiti da sbuffi, rantoli o riprese rumorose. Di giorno possono comparire stanchezza, difficoltà di concentrazione, irritabilità e mal di testa al risveglio. Anche bocca secca, risvegli frequenti per urinare e pressione difficile da controllare meritano attenzione nel quadro complessivo.

La frequenza del russamento e l’impatto sulla vita quotidiana sono informazioni utili: annota anche colpi di sonno durante lettura, televisione o lavoro.

Chi ha un rischio maggiore

Sovrappeso, circonferenza del collo elevata, età, familiarità, fumo e consumo di alcol serale aumentano il rischio, ma le apnee possono interessare anche persone magre. Nei bambini, tonsille o adenoidi ingrossate possono avere un ruolo; russamento persistente, sonno agitato e difficoltà di attenzione vanno riferiti al pediatra.

Alcol e sedativi possono peggiorare il rilassamento delle vie aeree. Non iniziare sonniferi per “dormire nonostante il russamento” senza una valutazione: mascherare i risvegli non risolve l’ostruzione.

Come si arriva alla diagnosi

Il primo passo è parlarne con il medico, portando anche le osservazioni di chi condivide la stanza. Può essere utile un diario di una o due settimane con orari, risvegli, sonnolenza, alcol e farmaci serali.

La diagnosi richiede uno studio del sonno che registra parametri respiratori e cardiaci durante la notte; in molti casi l’esame può essere eseguito a domicilio su indicazione specialistica. Un’app, uno smartwatch o un saturimetro da banco possono mostrare dati incompleti o artefatti: non confermano né escludono le apnee.

Anche esami cardiologici come ECG o Holter rispondono a domande diverse. Possono essere utili se prescritti per sintomi specifici, ma non sostituiscono il monitoraggio respiratorio del sonno.

Perché non rimandare

Le apnee non trattate sono associate a ipertensione, problemi cardiovascolari, disturbi dell’umore e maggiore rischio di incidenti per sonnolenza. Se ti addormenti alla guida o fai fatica a restare vigile, non guidare e chiedi rapidamente una valutazione.

Il trattamento dipende da causa e gravità. Può includere riduzione del peso quando indicata, attività fisica, stop al fumo, minore alcol, posizione laterale, dispositivi mandibolari o ventilazione CPAP. La soluzione non è uguale per tutti e va scelta dopo la diagnosi.

Quando serve urgenza

Il russamento cronico non è di per sé un’emergenza, ma chiama il 112 se compaiono difficoltà respiratoria anche da svegli, dolore toracico, perdita di coscienza, labbra bluastre o improvvisi segni neurologici come difficoltà a parlare o debolezza di un lato del corpo.

Registrare un breve episodio sonoro può aiutare il colloquio, ma va fatto con il consenso della persona e non sostituisce l’esame clinico.

Fonti e approfondimenti

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